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IL  CARNEVALE

 

Rilanciato un paio di decenni fa, il Carnevale si è subito imposto all’attenzione italiana ed europea come evento da non perdere. Ricco di storia, di suggestioni e di tradizione, il Carnevale di Venezia ha risvegliato l’interesse dei suoi abitanti e soprattutto dei moltissimi turisti grazie all’apprezzato cocktail di trasgressione, arte, storia e cultura che è in grado di offrire. In una città unica al mondo.
Durante i giorni di Carnevale Venezia è un fiorire di iniziative e di spettacoli, da quelli improvvisati sulla pubblica via da numerosi artisti di strada, a quelli pianificati dagli organizzatori. Ogni anno viene individuato un tema centrale che funge da filo conduttore e che viene sviluppato sotto i vari punti di vista, da quello più culturale a quello più prettamente spettacolare. Il cuore della festa resta Piazza San Marco, dove sorge un grandioso palco, ma esistono molti eventi decentrati, anche per evitare eccessivi intasamenti in una città in cui la circolazione è esclusivamente pedonale.

LA FESTA DELLA SENSA

Nei secoli scorsi la festa della Sensa ha giocato un ruolo importantissimo nella vita sociale e politica di Venezia, risultando una delle celebrazioni più importanti e sfarzose, in cui si intrecciano leggenda, mito e storia della città. Se storicamente la Sensa è il frutto di una sovrapposizione nel tempo di riti e manifestazioni civili e religiose, oggi le si preferisce attribuire il significato di festa del Mare e quindi di festa della città che trae dal suo rapporto col mare, ragione di vita.

Le origini
La Festa della Sensa affonda le radici nella storia di Venezia, e più precisamente nell’episodio che vede il doge Ziani fungere da mediatore tra il Papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa.

Lo sposalizio del mare
Questa cerimonia celebrava il dominio della Serenissima sul mare. Il doge, con il seguito, si imbarcava sul Bucintoro, l’imbarcazione di rappresentanza, e, raggiunta la bocca di porto di San Nicolò, gettava in mare un anello d’oro.

La fiera
La famosa Fiera della Sensa attirava visitatori da tutta Europa. Si svolgeva in Piazza San Marco, durava 15 giorni ed era l’occasione per esporre merci rare, le ultime novità della moda, esibire opere di artisti e curiosità di tutto il mondo.

La Sensa oggi
Oggi lo sfarzo è inferiore al passato, è stata introdotta la componente di rievocazione storica, ma la simbologia del matrimonio mistico con il mare resta pregnante tuttora. Il sindaco, con le autorità civili e religiose, va in barca fino alla bocca di porto di S. Nicolò, dove effettua il rituale lancio dell’anello.
La cucina
In primavera, stagione in cui si festeggia la Sensa, gli ortaggi vivono il momento di massimo splendore, specie quelli prodotti dai magnifici orti delle isole. Fra le ricette più tipiche, risi e bisi e le castraure (carciofi novelli)

IL   REDENTORE   

 

Il Redentore è tra le festività più sinceramente sentite dai veneziani, in cui convive anche l’aspetto turistico, grazie al fantasmagorico spettacolo pirotecnico notturno che attrae migliaia di visitatori.
Cade la terza domenica del mese di luglio, giornata in cui si svolgono le sante messe, la funzione solenne presieduta dal Patriarca e la processione religiosa.
Ma il momento topico è sicuramente la notte del sabato: sull’inimitabile palcoscenico del Bacino San Marco giochi di luce e di riflessi tracciano un caleidoscopio di colori che si staglia dietro le guglie, le cupole e i campanili della città.
Il week-end si conclude con la Regata su gondole.

La peste
Nel triennio 1575-1577 la Serenissima fu scossa dal flagello della peste. Favorito dall’altissima concentrazione di abitanti, il morbo serpeggiò a lungo e causò moltissime vittime: quasi 50.000, più di un terzo della popolazione.


Il voto
Il Senato, il 4 settembre 1576, deliberò che il Doge dovesse pronunciare il voto di erigere una chiesa dedicata al Redentore, affinché intercedesse per far finire la pestilenza. Ogni anno la città avrebbe reso onore alla basilica, nel giorno in cui fosse stata dichiarata libera dal contagio.


La fine della pestilenza
Il 13 luglio 1577 la pestilenza fu dichiarata definitivamente debellata e si decise di festeggiare la liberazione dalla peste la terza domenica del mese di luglio, con una celebrazione religiosa e una festa popolare.

Il Redentore oggi
Al tramonto le imbarcazioni addobbate affluiscono nel bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca. In barca si consuma una cena a base di piatti della tradizione veneziana, in attesa dello spettacolo pirotecnico, che inzia alle ore 23.30 e dura fino a mezzanotte inoltrata.

LA REGATA STORICA

 

L’acqua è l’elemento che maggiormente caratterizza Venezia e non è certamente un caso che la festa più conosciuta e spettacolare della città si svolga proprio sulle acque del Canal Grande.
La Regata storica è ancor oggi uno dei momenti più spettacolari, pittoreschi e coinvolgenti della vita cittadina, in grado nello stesso tempo di incantare i turisti e di eccitare e appassionare i locali.
Un corteo storico – una sfilata di imbarcazioni tipiche cinquecentesche, con in testa il caratteristico Bucintoro, la barca di rappresentanza della Serenissima – rievoca l’accoglienza riservata nel 1489 a Caterina Cornaro, sposa del Re di Cipro, che ha rinunciato al trono a favore di Venezia.
Segue la competizione vera e propria, a cui gli spettatori partecipano appassionatamente con grida di incoraggiamento rivolte ai propri beniamini.

La storia
Benché le prime notizie sulla regata risalgano alla seconda metà del XIII secolo, è probabile che questa spettacolare gara fosse già allora una usuale competizione popolare, perché Venezia era una città proiettata verso il mare, e addestrare uomini al remo era necessità primaria.

La Regata oggi
Assiepati lungo le rive, oppure ospitati nelle tribune galleggianti o nelle imbarcazioni ormeggiate lungo il Canale, gli spettatori seguono le gare, facendo un tifo appassionato, mentre le imbarcazioni multicolori sfilano velocemente.

Le varie gare
Sono diverse le gare che si svolgono nell’ambito della Regata Storica: la regata dei campioni su gondolini, la regata su caorline, la regata delle donne su mascarete, la regata dei giovani su pupparini.

Le barche
Alla Regata Storica partecipano imbarcazioni di vario tipo: il gondolino, la caorlina, la mascareta, il pupparin, e, naturalmente, la gondola, la barca veneziana per antonomasia.

LA   FESTA DELLA   SALUTE   

    

La Festa della Salute è sicuramente quella dall’impatto meno “turistico”, e che evoca un sincero sentimento religioso popolare.
Anche questa festività, come quella del Redentore, ricorda un’altra terribile pestilenza, quella del biennio 1630-31, e il conseguente voto pronunciato dal Doge per ottenere l’intercessione della Vergine.
A tutt’oggi migliaia di cittadini sfilano il 21 novembre davanti all’altare maggiore dell’imponente Chiesa della Salute a perpetuare il secolare vincolo di gratitudine che lega la città alla Vergine Maria.

La storia
Nel 1630, più di mezzo secolo dopo la terribile pestilenza del 1575-77, il morbo si abbatte nuovamente su Venezia. Il doge fa voto di erigere una chiesa intitolata alla Salute, chiedendo l’intercessione della Vergine Maria per porre fine alla pestilenza.

La basilica
La progettazione fu affidata al giovane architetto Baldassarre Longhena. Il suo progetto rispondeva alle esigenze di grandiosità richieste dalla Serenissima: una chiesa che doveva esaltare la Vergine e al tempo stesso la Repubblica. La basilica fu consacrata nel 1687.


La festa della Salute oggi
A tutt’oggi, il 21 novembre, migliaia di persone percorrono il ponte votivo su barche e vanno in pellegrinaggio alla chiesa della Salute a rendere omaggio alla Madonna e ad accendere un cero affinché interceda per la loro salute.


La cucina
La castradina, pietanza molto saporita a base di carne di montone, è il piatto tipico che si usa consumare a Venezia il giorno della Salute.

PER APPROFONDIRE GLI ARGOMENTI VAI AL SITO DEL COMUNE DI VENEZIA

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